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Nell’Italia confusa e sbandata dei mesi che seguirono l’armistizio, in un Abruzzo in preda al caos, campo di battaglia di eserciti stranieri, un gruppo di 15 “persone normali” guidate da Ettore Troilo, diede vita a una squadra partigiana che combatteva sotto lo stendardo della Maiella.

Compirono atti eroici quasi impossibili, vinsero combattimenti che apparivano disperati, con un rigore morale e una disciplina inconcepibile per uomini senza nessun addestramento militare: tutto ciò fece nascere l’ammirazione e il rispetto dei comandanti alleati e suscitò un desiderio di emulazione tale che ben presto la Brigata Maiella arrivò a contare più di mille componenti.

E dopo aver liberato l’Abruzzo, il cammino di Ettore Troilo e dei suoi uomini continuò attraverso l’Italia in fiamme: combatterono per la libertà delle Marche, dell’Emilia Romagna e del Veneto, fino a entrare trionfalmente per primi a Bologna, il 21 Aprile 1945.

Un pugno di gente comune che in nome della libertà si trasformò in un gruppo di Eroi, fino a diventare leggenda e scrivere pagine che rimarranno per sempre tra le più belle della storia d’Abruzzo.

Memorie di pietra e di vento — Le storie che fanno l’Abruzzo. Un ciclo di cinque incontri tra narrazione, storia e musica per riscoprire i momenti più luminosi della storia d’Abruzzo. Ogni appuntamento ha un tema: artisti visionari, monaci costruttori, pastori in cammino, eroi della Resistenza. Insieme mostrano un’identità fatta di bellezza, ingegno e coraggio. A guidare il pubblico è Camillo Chiarieri, scrittore, drammaturgo e tra i divulgatori più apprezzati della cultura abruzzese.

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