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Fu in Abruzzo che i monaci di Benedetto scrissero alcune delle pagine più belle della loro storia: le loro antiche costruzioni sono alla base del patrimonio identitario di questa regione e da quasi un millennio continuano a riempire di splendore occhi e cuori. Nei tempi oscuri dell’Alto Medioevo si stabilirono tra le rovine della romanità e fecero rinascere scienza, tecnica e arte, riportando la speranza in un’Europa che sembrava condannata alla barbarie perenne.

Da San Liberatore a Maiella a San Clemente a Casauria, da San Giovanni in Venere a Santa Maria di Bominaco, via via riempirono l’Abruzzo di bellezza e conoscenza. Si irradiarono come un sole nascente sulle valli e le colline abruzzesi e diedero vita alla pietra con le loro sculture, narrarono storie meravigliose con i loro affreschi, anticiparono tutta l’arte che sarebbe seguita nei secoli a venire con la potenza della loro immaginazione.

Memorie di pietra e di vento — Le storie che fanno l’Abruzzo. Un ciclo di cinque incontri tra narrazione, storia e musica per riscoprire i momenti più luminosi della storia d’Abruzzo. Ogni appuntamento ha un tema: artisti visionari, monaci costruttori, pastori in cammino, eroi della Resistenza. Insieme mostrano un’identità fatta di bellezza, ingegno e coraggio. A guidare il pubblico è Camillo Chiarieri, scrittore, drammaturgo e tra i divulgatori più apprezzati della cultura abruzzese.

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