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“Acronismi è il tema di questa personale che, alla lettera, mostra se stessa senza mediazione curatoriale. Sia chiaro, nessuna sufficienza auto-fondativa (recensioni partecipate e fondate sono auspicate), ma una necessità che a questo punto della mia esperienza del vivere si fa incontenibile: distanziarsi da una rappresentazione, essa sì autoreferenziale e strumentalmente limitante, del mondo e del nostro posto, di certo non determinante, in esso. Acronismi come sospensione del tempo in cui sono presenti lavori prevalentemente attuali. Guardare sentire e vivere le cose il più possibile attraverso le cose stesse, rappresentandosi accanto ad esse. La nostra esistenza superstiziosamente crede di poter espandersi all’infinito, riducendo le nostre visioni esclusivamente a fini tecnologicamente e scientificamente raggiungibili. Macerie da cui, tramite una palingenesi spirituale e materiale insieme, dovremmo riuscire a risollevarci. Nessuna apologia o nichilismo da manuale, nessun tono edificante, ma ricerca di rappresentazioni poetiche ed ironia, intesa come viatico e mezzo di svelamento. Senza ampollosità o postura seriosa, quindi, mi impegno nell’evocare spazi, pensieri e contesti aperti quanto più possibile un’espressione riesca a suscitare.” Igor Cascella
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